Banche venete

Banche venete e il business della deindustrializzazione dell’Italia

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Banche venete: colpire il comparto bancario italiano fa parte del piano di deindustrializzazione del nostro Paese che trova riscontri nelle ricerche di Nino Galloni, di Paolo Barnard, di Alberto Bagnai e nella mera statistica.

Insomma: è un dato di fatto.

IL BUSINESS DELLA DEINDUSTRIALIZZAZIONE ITALIANA

 

La trasformazione delle Popolari in SPA serviva ad espropriare i soci dalle politiche economiche a favore delle imprese venete perché a decidere fossero i mercati (leggi articolo su una recente assemblea dei soci BPVI).

Ora, dopo che il piano è miseramente fallito la cara EUROPA potrebbe sancire il crollo della nostra economia.

leggi la fonte: https://it.businessinsider.com/i-te…

Del resto questo giochetto la Germania l’ha già fatto con la Grecia.Ricordate come dopo essersi presa aeroporti e porti sono saltati fuori i fondi europei per ristrutturarli A NOSTRE SPESE?

 

Ma di cosa si tratta? In sostanza la Germania sostiene che gli scoperti delle banche venete debbano essere colmati dai crediti esigibili.

Ciò significa che a metterci i soldi dovrebbero essere le aziende che sono in grado di restituire i debiti.Solo che dovrebbero rientrare SUBITO!

 

Ovvio che se ciò dovesse accadere il sistema produttivo della locomotiva d’Italia salterebbe in aria come un tappo di spumante.
Cosa si inventeranno per ricattarci in cambio dello stop a questa iniziativa facendolo sembrare un favore?

 


 

QUESTIONE DI METODO

Perché l’Europa non interviene contro chi ha rubato i soldi dei risparmiatori con gli stessi mezzi inventati ad hoc per colpire gli incolpevoli risparmiatori?

Quando si tratta dei ladri il problema è giudiziario e viene scaricato sui singoli Stati.
Quando invece si tratta di rientrare dei crediti e di determinare il destino industriale di una nazione diventa un problema burocratico da far gestire ad organi non eletti democraticamente.

Ci hai fatto caso?


Insomma il bail-in e il bail-out non esistevano fino a pochi anni fa.
Sono stati introdotti dopo che la Germania ha rifinanziato con soldi pubblici le proprie banche.
Oggi colpiscono le banche venete, prima hanno colpito quelle greche e cipriote.

 

investimenti pubblici nelle banche prima dell'adozione del bail-in. Il caso della Germania
Investimenti pubblici nelle banche prima dell’introduzione del bail-in. Il caso della Germania

 

Una volta che metti in ginocchio il sistema creditizio di un Paese o di una determinata regione, metti in ginocchio anche il suo comparto produttivo.

In questo caso parliamo della locomotiva dell’Italia.
E quando parliamo del Veneto parliamo delle piccole e medie imprese – che lavorano con le banche venete.
Piccole e medie imprese che sono il tallone d’Achille dei Paesi del Nord.

Perché?

Perché sono aziende estremamente competitive e soprattutto duttili rispetto ai grossi gruppi e alle grosse strutture..

 

IL VERO PROBLEMA EUROPEO SONO LE PMI ITALIANE

Le PMI sanno anticipare i tempi del cambiamento e quando non ci riescono si sanno adattare più rapidamente ai cambiamenti.

Diversificano la produzione, si specializzano in nuovi settori con più facilità, investono e disinvestono con disinvoltura (se il settore creditizio collabora) in nuove teconlogie per la produzione di piccole come di grandi serie, ecc.

Glielo consente il personale numericamente ridotto e professionalemente più versatile.
Gli viene permesso da una macchina burocratica interna quasi inesistente.
Accade grazie ad imprenditori sensibili al cambiamento e con il fiuto innato o sviluppato stando con il naso nella realtà quotidiana.

 


Oggi occorre una nuova legislazione a difesa del risparmio e degli investimenti.

Serve equiparare l’attacco al risparmio ai reati contro lo Stato.

Così andrebbero puniti gli attori di connivenze fra management e debitori di non performing loans (NPL).
In secondo luogo necessitiamo di una massiccia nazionalizzazione e della reintroduzione della separazione bancaria.
Quella che negli USA viene chiamata steagall glass.

 


Come al solito trovarmi a dire ancora una volta “ve l’avevo detto” vale quanto un altro asterisco in fondo ad un lungo elenco.
Ma laggènte, gli attivisti e le belle anime a cosa ha dato priorità in questi ultimi venti anni?

 

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